• Passa al contenuto principale

Bertivettori.it

Dottori commercialisti in Pistoia

  • Servizi
    • Tax and legal
    • M&A – Corporate finance
    • Crisi d’impresa
  • Chi siamo
  • Contattaci
  • Blog

La rottamazione quinquies ferma ipoteche e pignoramenti

Autore: Staff-blog il 18 Febbraio 2026

La rottamazione quinquies è un provvedimento cruciale per una corretta gestione del debito fiscale
La gestione delle cartelle esattoriali rappresenta un tema delicato per molti imprenditori ed i loro professionisti, soprattutto in presenza di rateazioni decadute, ritardi nei versamenti o difficoltà di liquidità temporanee. In questo contesto, la rottamazione quinquies introduce una nuova finestra di regolarizzazione che può offrire protezione immediata da azioni esecutive e un quadro più sostenibile di rientro dal debito fiscale.
In questo contesto, la rottamazione quinquies non va letta come un mero strumento di sconto su sanzioni e interessi, ma come una misura che incide direttamente sulla continuità aziendale e professionale dei clienti. Proprio per questo, richiede un inquadramento tecnico attento e, in molti casi, il coordinamento con competenze specialistiche in materia di ristrutturazione del debito.
Per il commercialista, la quinquies rappresenta quindi un terreno di confine: da un lato l’assistenza fiscale ordinaria, dall’altro la gestione di situazioni che possono evolvere rapidamente verso profili di crisi o pre-crisi.
L’adesione alla misura, prevista entro il 30 aprile 2026, consente non solo di ridurre il carico economico complessivo, ma anche di ripristinare condizioni operative fondamentali per l’attività professionale, come la regolarità contributiva. E’ proprio il caso di dire che la rottamazione quinquies ferma ipoteche e pignoramenti.

Gli effetti immediati dell’adesione

La presentazione della domanda di definizione agevolata secondo le modalità che saranno rese disponibili da Agenzia delle Entrate Riscossione produce una serie di effetti protettivi automatici sui carichi oggetto di rottamazione.
I soggetti che hanno rilevanti debiti potenzialmente oggetto di rottamazione devono valutare se accelerare la presentazione della domanda in quanto la stessa Agenzia delle Entrate Riscossione è in grado di lavorare in tempi rapidi le domande di adesione. Sono sufficienti meno di sette giorni affinché i carichi fiscali non rilevano più ai fini della richiesta del Durc e delle verifiche di inadempienza.
Dalla data di presentazione della dichiarazione si producono una serie di effetti quali:

  • sono sospesi i termini di prescrizione e decadenza;
  • sono sospesi gli obblighi di pagamento derivanti da precedenti rateazioni, quale ad esempio la rottamazione quater, fino alla scadenza della prima o unica rata;
  • non possono essere iscritti nuovi fermi amministrativi o ipoteche, salvo quelli già esistenti;
  • non possono essere avviate nuove procedure esecutive;
  • non possono essere proseguite le procedure già avviate, se non si è tenuto il primo incanto con esito positivo;
  • il debitore non è considerato inadempiente tant’è come abbiamo visto può essere rilasciato il Durc.

Per un imprenditore, questi effetti si traducono in una stabilizzazione immediata del contesto operativo, evitando blocchi su conti correnti, beni strumentali o veicoli utilizzati per l’attività. Anche il periodo di tempo che intercorre tra la presentazione della domanda ed il pagamento della prima rata sembra congruo per ristrutturare la propria posizione finanziaria.

I debiti già scaduti da precedenti rottamazioni

Uno degli aspetti più rilevanti della rottamazione quinquies è la possibilità di includere debiti già oggetto di precedenti definizioni agevolate, anche se decadute.
Esaminiamo adesso i debiti fiscali già oggetto di precedenti rottamazioni che possono tornare in pista con la nuova normativa:

  • i carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2017, già oggetto di precedenti rottamazioni poi divenute inefficaci;
  • i carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022 per i quali, alla data del 30 settembre 2025, si è verificata la decadenza da precedenti definizioni, incluse la rottamazione quater e le riammissioni presentate entro il 30 aprile 2025.

Sul punto, la stessa Agenzia delle Entrate Riscossione ha chiarito che i contribuenti decaduti da precedenti misure possono accedere alla nuova rottamazione, purché i carichi rientrino nell’ambito applicativo della quinquies.

Quando la rottamazione quinquies non è applicabile

Se abbiamo chiarito coloro che possono essere ripescati da vecchie rottamazioni, vediamo adesso chi invece non trova le porte aperte nella quinquies. La normativa esclude dalla nuova definizione agevolata i carichi per i quali, alla data del 30 settembre 2025, risultano integralmente pagate tutte le rate scadute, comprese quelle relative a precedenti rottamazioni quater o a riammissioni.
In sostanza, chi è già completamente in regola con i pagamenti non può rientrare nella quinquies per gli stessi debiti.
La ratio è evitare un utilizzo distorsivo dello strumento a favore di posizioni già sanate.

I decaduti a loro insaputa: un caso frequente

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda i contribuenti che sono decaduti senza esserne consapevoli. È una situazione tutt’altro che rara e si avvera, ad esempio, quando una rata è stata versata oltre i cinque giorni di tolleranza previsti dalla normativa.
In questi casi, anche se l’importo complessivo è stato quasi interamente pagato, la decadenza può aver prodotto effetti rilevanti sul piano esecutivo. La rottamazione quinquies consente di regolarizzare nuovamente la posizione, ma richiede comunque la presentazione di una nuova domanda.
Il consiglio operativo che ci sentiamo di dare è quello di esaminare attentamente lo status giuridico delle precedenti rottamazioni per le eventuali correzioni in sede di rottamazione quinquies.

Considerazioni finali

La rottamazione quinquies rappresenta uno strumento di tutela e riequilibrio, particolarmente utile per imprenditori e professionisti che si trovano a gestire cartelle esattoriali, rateazioni decadute o situazioni di incertezza contributiva.
Il vero valore della misura non è solo nello sconto su sanzioni e interessi, ma nella protezione immediata da azioni esecutive e nella possibilità di ricostruire una posizione fiscale e contributiva sostenibile.
Gli imprenditori che hanno una posizione debitoria complessa, non soltanto di natura fiscale, devono valutare se il provvedimento fiscale della rottamazione possa essere incastrato con l’utilizzo di altri strumenti propri del codice della crisi. Abbracciare il provvedimento agevolativo fiscale, a prescindere dalla sostenibilità di debiti di altra origine, può rappresentare una mero palliativo della ristrutturazione del debito. La rottamazione quinquies non deve essere vista soltanto quale salvagente fiscale ma quale passaggio che può incidere in modo significativo sulla sostenibilità del debito futuro.
Una valutazione tecnica preliminare con un professionista esperto di diritto della crisi consente di capire quali carichi sono effettivamente definibili dalla rottamazione e come questa agevolazione possa coordinarsi con eventuali procedure di ristrutturazione del debito.
Un confronto mirato permette di evitare errori formali e di utilizzare lo strumento in modo coerente con la situazione reale dell’impresa.

  • Facebook
  • Instagram
  • LinkedIn

P.IVA: 01935190478 - COPYRIGHT © 2026 BERTIVETTORI STP · CREDITS